Jack presenta… Lezioni di seduzione

“Lezioni di seduzione”, a dispetto del titolo, non è un manuale di seduzione.

Il nostro folle professore di recitazione aveva scelto questo titolo per la commedia teatrale da lui scritta, la stessa che abbiamo messo in scena alla fine del corso.

Voleva qualcosa di un po’ scabroso per risollevarsi da pesante critiche e ha puntato sulla coppia libertino/vergine inesperta in un turbine di sottogonne, panciotti e letti a baldacchino.

Poteva essere divertente, soprattutto perché ad interpretare il libertino William ero stato scelto ovviamente io, il migliore del corso. Il problema era la scelta di Elizabeth per il ruolo della dolce ma curiosa e sensuale Catherine, colei che doveva lasciarsi sedurre.

Avreste mai scelto la peggiore del corso, quella che nessuno aveva mai sentito parlare al di fuori di quei pochi esercizi di recitazione che aveva svolto con risultati imbarazzanti? No ovviamente. Ma voi non siete brillanti e folli commediografi sull’orlo di pesanti crisi di mezza età.

Ad essere sincero, non credo che nemmeno Kristen sarebbe stata adatta. Di ingenua e virginale aveva ben poco.

Ma Elizabeth… lei era davvero un caso perso. Nessuno la conosceva davvero, al di fuori delle lezioni. Senza contare che era l’unica ragazza del corso a non avermi rifilato, in qualche modo, il proprio numero di telefono.

Forse le piacevano le ragazze, oppure aveva ancora il fidanzatino del liceo che la aspettava a casa. Il problema rimaneva: sembrava faticare a guardarmi negli occhi (e non come faceva Kristen che era sempre concentrata a guardare altre parti). Se non fossi stato sicuro di non esserci mai finito a letto, avrei pensato che ce l’avesse con me perché non l’avevo più richiamata.

Dovevo passare da lei, nella sua stanza al dormitorio, per provare le battute. Il professore aveva insistito che trovassimo la giusta alchimia, ma io temevo che non sarebbe stato così semplice. Quale altra ragazza mi avrebbe aperto la porta in pigiama (e non era nemmeno così tardi!)? E con pigiama non intendo una sottoveste sexy o quelle maglie sportive scolorite rubate a qualche ex fidanzato. No, un pigiamino rosa che nessun produttore avrebbe dovuto confezionare oltre la taglia dieci anni.

Invocare un miracolo era l’unica possibilità.

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