Jack…o William? – Missing moment Lezioni di Seduzione

“Mi hai chiamato George.” Jack sarebbe sembrato perfino offeso, se non avesse avuto quel suo solito ghigno beffardo sul volto.
“Sono esausta” sussurrai, sedendomi direttamente per terra, sul palco.
“Dieci minuti di pausa!” concesse finalmente il professore.
“Vado a prendere qualcosa da bere” si offrì Rick, mentre mi rialzavo stancamente e arrancavo giù dalla scaletta.
Superai diverse file di poltroncine, prima di sedermi, lontana dal vociare dei miei compagni di corso.
Solo due minuti, mi ripromisi, chiudendo gli occhi e abbandonando il viso tra le braccia posate sullo schienale della poltrona di fronte.
In un secondo, eravamo di nuovo sul palco. Non mi sentivo più così sfinita, anche se la prova costumi era stata anticipata e il vestito di Catherine era scomodo e troppo stretto.
“Questa giornata non finisce più” borbottai, avvicinandomi a Jack, particolarmente impettito e rigido nel panciotto di William.
“Impaziente delle nostre lezioni in biblioteca, Catherine?”
Alzai gli occhi al cielo, di fronte allo sguardo impertinente di William. Indossando i suoi abiti Jack si era già calato nella parte, non che gli risultasse poi così difficile…
“Non vedo l’ora di andare a letto” sussurrai, cercando il professore per non perdermi il suo cenno di inizio prove. Ma attorno a noi era tutto così buio che non distinguevo più la platea.
Jack mi restituì uno sguardo sorpreso che mi fece ridere. “Non ti stavo facendo una proposta!” lo presi in giro.
“Catherine, sono felice di notare che avete ritrovato il vostro buon umore. A cena, mi avete ignorato tutto il tempo” sussurrò, avvicinandosi a me.
“Dov’è George?” rimasi anch’io nel personaggio, considerando che Jack era ormai perso negli abiti di William.
“Oh, non di nuovo lui! Va bene, ammetto che il vostro astuto gioco ha avuto successo. Sono geloso delle attenzioni che gli avete riservato. Siete contenta di saperlo?”
“Sono contenta di sentirlo ammettere… almeno da William” gli lanciai uno sguardo divertito. “Mi era venuto il dubbio, se devo essere sincera – e Catherine lo è sempre – fin dalla scenata di quel mattino quando ci hai trovato parecchio svestiti.”
Mi aspettavo una risata, una battuta arrogante oppure maliziosa. Quello che non mi aspettavo era vederlo irrigidirsi ulteriormente, con uno sguardo lampeggiante d’ira.
“Oh eccovi qua!” Rick e la sua capacità di arrivare nel momento peggiore.
“Che diavolo avevate intenzione di fare?” Jack lo attaccò, parandosi di fronte a lui.
“Non so di cosa stiate parlando, Mr…” Rick era genuinamente confuso, tanto quanto lo ero io.
“Non provate nemmeno a negare! Catherine lo ha appena ammesso! Il vostro brillante piano prevedeva di comprometterla per assicurarvi la sua mano?”
“Eh no. Non una nuova scena da imparare! Mancano due giorni alla prima, non possono esserci state altre modifiche al copione!” Sbuffai, girandomi per cercare quel folle commediografo da strapazzo.
“Catherine, vi sentite bene?” Rick si avvicinò, ignorando lo sguardo minaccioso di Jack.
“Sentite, possiamo fare una pausa? Questa scena non la conosco e di certo non mi metto a improvvisare. Jack, per favore” lo supplicai, ero arrivata a quel punto.
Era bravo nei panni del gentiluomo divorato da bruciante gelosia ma a me serviva tornasse ad essere Jack per aiutarmi a sopravvivere a quell’ennesima aggiunta da imparare.
“E questo Jack chi sarebbe? Catherine, credo che le Lezioni di seduzione siano state fin troppo efficaci. Dobbiamo parlare, in privato.”
William era affascinante e seducente, la maggior parte delle volte. Ma questo suo lato possessivo e dominante non lo sopportavo. D’altronde non eravamo più nel diciassettesimo secolo da un pezzo e non dovevo certo sottostare ai suoi ordini.
“William, puoi sparire un istante e tornare nel tuo secolo? Ho bisogno di aiuto! Rick, almeno tu!” mi rivolsi al mio amico, che mi restituì uno sguardo confuso e preoccupato.
“Venite, Catherine. Vi accompagno nella vostra stanza e suoniamo per un tè” si offrì, mettendomi una mano sul suo braccio.
“Voi non la portate da nessuna parte. Tantomeno nella sua stanza!” Jack era furibondo.
“Ok, time-out! Mi state facendo diventare matta con William e George! Giuro che se fossi Catherine ora vi pianterei entrambi e me la farei con lo stalliere!”
“Non era così che doveva andare” sussurrò William, scuotendo la testa. “Ma mi vedo costretto a confessare a vostro padre di avervi compromessa. Forse una volta che sarete la mia promessa, ritornerete in voi.”
“Cosa avete fatto?” il caro e quieto George era scattato in avanti, afferrando in un pugno il panciotto di William.
“Ma la volete finire? Lo sanno anche i muri che io e lui siamo stati a letto insieme!” indicai Jack che mi restituì un ghigno compiaciuto. Lo avrei preso a schiaffi!
“Catherine! Avete permesso che questo libertino vi seducesse?” George mi guardò con indignazione.
“Anche se è finita come è finita, non me ne pento” guardai Jack negli occhi, approfittando del momento surreale per confessargli quello che provavo.
“Non è finito nulla, dolce Catherine. Dovete solo lasciar perdere questo damerino e sposarmi” William si era scrollato di dosso la mano di George e si era avvicinato. Gli occhi scuri bruciavano di passione.
Me lo ritrovai inginocchiato ai miei piedi.
“Jack, guarda che devo sposare George” sussurrai, confusa ma anche divertita.
“Non lo permetterei mai. Vi amo, Catherine.”
Avrei dato qualsiasi cosa per sentirlo dichiararsi così, perciò odiai che stesse recitando e che, di nuovo, quella stupida e folle commedia stesse incasinando la mia vita e il mio cuore.
Gli occhi mi si riempirono di lacrime. “Vorrei che Lezioni di seduzione non esistesse.”
“Non dovete preoccuparvi, amore mio. Nessuno saprà delle nostre notti. Chiederò una licenza speciale e in pochi giorni saremo marito e moglie.”
“Smettila. Per favore. Non giocare con me” lo pregai, tra i singhiozzi.
“Mi sembra evidente che non vi vuole. Forse un duello vi chiarirà che non avete ancora vinto la sua mano né il suo cuore.” Ci mancava solo Rick a dargli man forte in quel suo folle gioco a improvvisare.
Jack mi aveva preso una mano tra le sue e la strappai via, con forza e indignazione.
“Pensavo che innamorarmi di te senza che tu mi ricambiassi fosse la cosa peggiore che poteva capitare. Avevo sottovalutato la tua capacità di giocarci e prendermi in giro.”
“Catherine! Non vi sto prendendo in giro!”
“Basta, Jack!” urlai.
“Liz, scusa ma siamo pronti a ricominciare.”
Confusa, aprii gli occhi e vidi Jack accanto a me. Ero ancora seduta sulla poltroncina e dovevo essermi addormentata.
“Sì. Ok. Arrivo” cercai di darmi un contegno, mentre riprendevo lucidità.
Lezioni di seduzione mi provocava perfino gli incubi. Oppure era il mio cuore che stava cercando di parlarmi?

Nota autore: questo missing moment è nato da un’idea di mio marito. L’altra sera mi ha detto: “e se Liz si ritrovasse ad essere Catherine, mentre sogna?” Idealmente potete collocarlo durante gli ultimi giorni di prove dello spettacolo a teatro. Spero che vi sia piaciuto, fatemi sapere!

Lezioni di seduzione (Centauria editore, Maggio 2016)

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