Miciotta, ti scrivo… #LezionidiSeduzione

N.B. Questa lettera si colloca alla fine dell’ultimo capitolo di Lezioni di seduzione, prima dell’epilogo. E’ un adattamento della vecchia e-mail di Jack nella vecchia versione della storia.

 

Liz,

quando leggerai questa lettera io sarò già in viaggio, lontano da te.

Mentre ti scrivo, tu stai dormendo al mio fianco ma io non riesco a prendere sonno.

Sono le ultime ore che posso passare con te e voglio ricordare esattamente ogni particolare del tuo viso e del tuo corpo.

Ho una folle paura di dimenticare il tuo profumo in questi mesi, è assurdo lo so. Non sono mai stato il genere di persona che si perde in inutili smancerie ma ne ho sentito il bisogno, perciò non ti domandare dove è finito il tuo bagnoschiuma perché l’ho preso io.

Sono drogato totalmente di te, ho esagerato in questi giorni e ne pagherò le conseguenze, lo so.

Non mi pento di averti fatta mia ogni notte e ogni giorno, di averti baciato fino a non respirare, di essermi addormentato accanto a te e di essermi svegliato con i tuoi baci e le tue coccole.

Sarà tremendo cercare il tuo corpo nella notte e non trovarlo, non sentirti calda e morbida contro di me, non poter immergere il viso tra i tuoi capelli e respirarti.

Vorrei svegliarti ora, per rifare ancora l’amore con te, per stringerti ancora una volta ma ti sei addormentata da poco ed è stata una notte intensa.

Trovarti sul pavimento del bagno, mentre sfogavi tutte le lacrime che hai cercato di tenere lontane, mi ha fatto stare malissimo.

Non te l’ho più detto, non dopo la prima volta, ma non ho mai smesso di chiedermi se avrei dovuto rifiutare, perché temo di perderti. Tu sei qualcosa che non posso controllare, sei una variabile, non una costante, perché so che potrei fare una cazzata e perderti come so che potresti stancarti di aspettarmi.

E’ questo che non mi fa dormire stanotte. Te l’ho letto negli occhi, ti conosco ormai, so che hai pensato che non resisterò troppi mesi senza fare sesso. Onestamente, lo avrei creduto anch’io, fino a poche settimane fa ma ora non mi accontenterei, non più. Perché far godere te è qualcosa di sconvolgente, è una soddisfazione vera e profonda, è appagante ed eccitante, così come lo è quando tu mi tocchi.

Il tuo tocco è unico e non riuscirei più ad accettare quello di un’altra: sei un cocktail perfetto di malizia e purezza, di ingenuità e seduzione.

Perché dovrei accontentarmi di un vino scadente quando mi sono ubriaco di champagne fino ad ora? Quando ho avuto il meglio e posso averlo ancora, averti ancora.

Non posso davvero andarmene dall’altra parte dell’oceano! Voglio restare qui, in questo letto, con te accanto.

Mancano quattro ore, quattro misere ore. Ho deciso di svegliarti, ho bisogno di sentirti parlare, ho bisogno di vedere i tuoi occhi, ho bisogno di sentire il tuo sapore.

Perché so che, quando saremo lontani, rimpiangerò di non aver usato ogni secondo finché potevo ancora stare con te.

Ti amo, Elizabeth.

 

Tuo Jack

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