Le storie ancora on-line

Le storie ancora on-line complete:

 

Linea 97 è in arrivo, in una versione rinnovata, su Amazon a inizio estate.

Amore imprevisto e Iniezione d’amore sono previste per il 2019, al momento restano on-line.

A night in a dark room non è più online, restano solo i primi due capitoli.

Scene da un matrimonio e Una notte da (non) ricordare avranno una nuova versione completa, prossimamente.

 

 

Annunci

Dispensando… auguri

Avevo in progetto ben due diversi regalini per farvi gli auguri ma questo è stato l’anno dell’inaspettato, del fuori programma, e sta rimanendo tale fino alla fine.

Ho avuto poco tempo a disposizione e tanti imprevisti, perciò sarà con questo post veloce che vi farò gli auguri. O meglio, vi racconto come i miei personaggi trascorreranno le feste.

Alessandro di “Secretly” ama il Natale e si diverte a indossare maglioni buffi, perché sa che la sua Bea è pazza di Darcy, compreso Mark Darcy di Bridget Jones!

Andrew e Julia di “Amore imprevisto” passeranno le feste tra un caotico e abbondante pranzo a casa dei genitori Andrew e una cena della Vigilia molto chic, molto noiosa e molto formale a casa dei genitori di Julia (dove daranno spettacolo rimanendo chiusi in bagno, insieme, per una serratura difettosa).

Chastity di “Iniezione d’amore” inviterà Tony a casa sua per la Vigilia e andrà al pranzo di Natale a casa Esposito. Sarà un Natale un po’ amaro per loro ma il calore della famiglia unita darà forza a tutti quanti. E Lara inviterà un ospite a sorpresa.

Peter e Danielle di “Linea 97” faranno un viaggio insieme, una fuga romantica in montagna così Peter può terminare di scrivere il suo romanzo.

Jack sarà a casa dei genitori di Liz, ovviamente. Ma ci sarà anche Daniel…

E infine… gli auguri di Alex, direttamente da Onde di velluto:

Per questo Natale, il mio augurio è che possiate trovare qualcosa – o qualcuno – che vi faccia capire che, forse, ergere dei muri sul vostro stesso cammino non sempre è la scelta migliore.

– Onde di Velluto – in pubblicazione, Centauria 2017

A&B di #OdV

A: Sei pronta?

B: Per fare cosa?

A: Dobbiamo presentarci, è il momento.

B: Ah, giusto. Aspetta solo un secondo!

A: No, tieni gli occhiali. E non…

B: Non lego i capelli, tranquillo.

A: Sono troppo belli per tenerli nascosti, lo sai.

B: Ok, ci sono. Ma forse è meglio se ci pensi tu, sei abituato a parlare al pubblico.

A: Fai finta di essere da sola con me, parla a ruota libera come facciamo sempre.

B: Va bene. Ho ventidue anni, tutti vissuti a Bologna.

A: Io ne ho ventisette e sono di…

B: No, aspetta! Sicuro di volerlo dire?

A: Perché? Sei gelosa?

B: No! Forse… un po’. Comunque non è importante, adesso!

A: Stellina?

B: Dimmi, Alex.

A: Non hai detto come ti chiami.

B: Ops! Ciao a tutti, io sono Bianca.

 

– ” Onde di Velluto ” – in libreria a Febbraio 2017

Il diario di Liz #2 – extra di Lezioni di Seduzione

4 Luglio

Ieri sera c’è stata la famosa cena a casa di Laura e Rob. Ero maledettamente nervosa, anche perché non ero riuscita a parlare con Jack e l’idea di non averlo avvisato mi faceva sentire in difetto. Non che dovesse sapere ogni mio spostamento ma, ecco, in questo caso un’omissione sarebbe sembrata sospetta. Cosa che assolutamente non era.
Ci siamo accomodati in salotto ma non riuscivo a stare seduta, nonostante le occhiate ammonitrici di mia mamma e i pizzicotti di Kimberly sul fianco. Ero costantemente all’erta, gli occhi fissi sulla porta, in attesa di veder apparire Daniel.
Poi è arrivata la notizia che ha cambiato la serata. Daniel non era in casa. Laura lo ha comunicato quasi ringhiando, con una smorfia di fastidio stampata in viso. Non ero l’unica ad aver trascorso gli ultimi giorni a discutere con la madre della partecipazione a questa cena!
Non avevo considerato che Daniel avrebbe voluto evitarmi e, per un istante, ci sono rimasta perfino male. Il che è assolutamente assurdo e irrazionale, considerando che ho fatto di tutto per evitarlo da quando siamo entrambi rientrati dal college.
Eravamo arrivati al dolce e mi ero appena rilassata, all’idea di ritornarmene a casa e dimenticare l’ansia delle ultime ore. E poi… Daniel è rientrato.
Laura si è subito attivata per farlo sedere a tavola, ovviamente accanto a me.
Devo aver a malapena sussurrato un “ciao” e perfino lui ha evitato di guardarmi negli occhi.
Non reggendo più la tensione, mi sono scusata dicendo di dover andare al bagno. Laura è saltata sulla sedia, avvisandomi di andare al piano di sopra perché il bagno al piano di sotto aveva dei problemi. Rob sembrava perplesso ma la moglie lo ha zittito.
Mi sono rifugiata in bagno per cinque minuti, mandando messaggi a Jessica, poi mi sono fatta forza per tornare a tavola, sperando che fosse arrivato il momento di congedarci.
La porta di fronte al bagno era spalancata e, senza ragionare, mi sono avvicinata. Era la stanza di Daniel e conservava così tanti ricordi che mi sono lasciata sopraffare, solo per un istante, ad occhi chiusi, abbandonata contro lo stipite della porta.
“Non lo hai dimenticato.” La voce di Daniel mi ha fatto sussultare e riaprire gli occhi.
“Stavo…” Voltandomi per parlargli, sono rimasta senza voce di fronte alla sua espressione triste.
“Lizzy…” Daniel si è fermato per attendere il mio consenso a parlare.
Gli ho fatto un cenno di assenso e per un breve istante mi ha sorriso. “Da quando sono al college, cerco di stare nella mia stanza il meno possibile. Non riesco a non…”
“Non ci sono più entrata da quella volta.” La nostra ultima volta insieme, per le vacanze di Natale del suo primo anno di college.
“Forse dovremmo esorcizzare il passato e costruire un nuovo ricordo” mi ha proposto, entrando nella sua camera e invitandomi a entrare.
“Danny…”
“Lo so. Non ho dimenticato il tuo discorso. Non ti ho più cercata nelle scorse settimane, hai visto?”
Ho annuito e ho fatto un passo avanti, entrando direttamente nel mio passato. La stanza di Daniel non era cambiata da quando andava al liceo.
“Lo sai che domani c’è la grigliata del quattro luglio. E la settimana prossima è il compleanno di mia mamma e…”
“A luglio le nostre famiglie sono sempre state insieme quasi ogni sera, da che ho ricordi” ho terminato per lui.
“Lizzy, io ho cercato di fare come mi hai chiesto. Anche se non ne sono felice.”
Non mi ha lasciata intervenire. “Però non posso non esserci domani sera, ci sarà tutto il quartiere e il compleanno…”
“Hai ragione, Daniel. La scorsa estate ero in vacanza con Jessica, ma stavolta lei è partita con Matt.”
Lui ha annuito e siamo rimasti in silenzio, in piedi al centro di quella stanza che racchiudeva così tanti ricordi della nostra storia passata.
In definitiva, con imbarazzo e frasi finite a metà, abbiamo deciso di poterci incontrare in questi obbligatori ritrovi e di poter essere socievoli e cortesi.
Ecco la soluzione giusta e razionale, anche perché non avrei voluto escludere di nuovo Daniel dalla mia vita. Io gli avevo proposto di rimanere in buoni rapporti ma era stato lui a…
Comunque, acqua passata. Sembrava intenzionato a non rendere le cose difficili e gliene sono stata grata. Al punto che ho abbassato le difese, abbiamo chiacchierato per qualche minuto e poi è arrivata mia sorella a cercarmi. Dalla sua espressione, ho capito che rimanere da sola in camera di Daniel non era stata l’idea del secolo. Ma ci eravamo chiariti e l’estate sarebbe stata più semplice da gestire.
L’ho salutato con il sorriso e siamo tornati a casa.
Disastro evitato. Così credevo. Prima di dormire mi è arrivato un messaggio di Daniel.
Hai riconosciuto il mio copriletto? Mamma ogni volta che lo lava e diventa sempre più scolorito cerca di convincermi a gettarlo via. Ma non lo permetterò mai.
Dannazione Daniel! E ora come lo spiego a Jack che dovrò incontrare Daniel, che all’apparenza si comporta come un vecchio amico, salvo poi confidarmi di non volersi liberare del copriletto su cui ho perso la mia verginità?

Il diario di Liz #1 – extra di Lezioni di seduzione

2 Luglio

Un mese. E’ partito da un mese e tra un mese ci rivedremo. Sono nella terra di mezzo, con un mese pieno di nostalgia alle spalle e un altro mese di insofferenza di fronte.
Stamattina mi ha telefonato Rick. Se devo essere sincera, non me lo aspettavo. Sì, ci siamo scambiati qualche messaggio ma non credevo che avremmo avuto argomenti di cui parlare.
Invece, siamo rimasti mezz’ora a chiacchierare. Lui a lamentarsi di sua zia che lo aveva costretto a trasferirsi al mare da lei, per tenere d’occhio due cugine adolescenti (pare che ci sia un video in cui le due fanciulle lo truccano per una challenge nel loro canale di make-up, ma ancora non sono riuscita a trovarlo). Io a lamentarmi perché Londra è in Europa.
Domani Jessica parte con il suo Matt. La prima vacanza da soli. Sono felice per loro… no, in realtà li sto invidiando tantissimo. Perché ancora non sono riuscita a convincere mia madre a lasciarmi da sola con Jack per qualche giorno alla casa al mare.
La mia unica speranza è Kimmy, la sto corrompendo in ogni modo da quando si è lasciata sfuggire che i genitori della sua amica Amber avrebbero fatto un viaggio in Canada per accompagnare il figlio maggiore, Thomas, ad una specie di festival del cinema indipendente. Se solo Kimberly riuscisse a convincere anche mamma e papà ad aggregarsi! Lei è stata invitata da Amber ma giustamente mamma non la vuole mandare via da sola.
La prossima volta che Jack riesce a chiamarmi in un orario in cui anche Kimberly è in casa, tenterà anche lui di convincerla ad aiutarci. Ho idea che finiremo sul lastrico per corromperla.
E poi c’è quell’altro problema. Domani sera siamo invitati a cena da Laura e Rob. Mamma ha messo in chiaro che stavolta non accetterà scuse, quindi la probabilità di vedere Daniel è elevatissima.
Devo ancora dirlo a Jack ma riusciamo a ritagliarci così pochi momenti tranquilli per sentirci, tra il fuso orario e i suoi mille impegni, che non ne ho proprio avuto l’occasione!
Uh, ecco che è online. Forza e coraggio, Liz. Stavolta devi dirglierlo…

N.B. Tutte le informazioni su Lezioni di seduzione (edito Centauria) sono nella pagina dedicata.

Jack presenta… Lezioni di seduzione

“Lezioni di seduzione”, a dispetto del titolo, non è un manuale di seduzione.

Il nostro folle professore di recitazione aveva scelto questo titolo per la commedia teatrale da lui scritta, la stessa che abbiamo messo in scena alla fine del corso.

Voleva qualcosa di un po’ scabroso per risollevarsi da pesante critiche e ha puntato sulla coppia libertino/vergine inesperta in un turbine di sottogonne, panciotti e letti a baldacchino.

Poteva essere divertente, soprattutto perché ad interpretare il libertino William ero stato scelto ovviamente io, il migliore del corso. Il problema era la scelta di Elizabeth per il ruolo della dolce ma curiosa e sensuale Catherine, colei che doveva lasciarsi sedurre.

Avreste mai scelto la peggiore del corso, quella che nessuno aveva mai sentito parlare al di fuori di quei pochi esercizi di recitazione che aveva svolto con risultati imbarazzanti? No ovviamente. Ma voi non siete brillanti e folli commediografi sull’orlo di pesanti crisi di mezza età.

Ad essere sincero, non credo che nemmeno Kristen sarebbe stata adatta. Di ingenua e virginale aveva ben poco.

Ma Elizabeth… lei era davvero un caso perso. Nessuno la conosceva davvero, al di fuori delle lezioni. Senza contare che era l’unica ragazza del corso a non avermi rifilato, in qualche modo, il proprio numero di telefono.

Forse le piacevano le ragazze, oppure aveva ancora il fidanzatino del liceo che la aspettava a casa. Il problema rimaneva: sembrava faticare a guardarmi negli occhi (e non come faceva Kristen che era sempre concentrata a guardare altre parti). Se non fossi stato sicuro di non esserci mai finito a letto, avrei pensato che ce l’avesse con me perché non l’avevo più richiamata.

Dovevo passare da lei, nella sua stanza al dormitorio, per provare le battute. Il professore aveva insistito che trovassimo la giusta alchimia, ma io temevo che non sarebbe stato così semplice. Quale altra ragazza mi avrebbe aperto la porta in pigiama (e non era nemmeno così tardi!)? E con pigiama non intendo una sottoveste sexy o quelle maglie sportive scolorite rubate a qualche ex fidanzato. No, un pigiamino rosa che nessun produttore avrebbe dovuto confezionare oltre la taglia dieci anni.

Invocare un miracolo era l’unica possibilità.